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#35af: Museo dei trasporti, Lucerna

Trentacinque anni fa. Circa. Credo fosse il 1984, ma non ne sono certo. La scuola elementare di Massagno portò la mia classe a visitare il museo dei trasporti di Lucerna. Scattai qualche foto. Sono passati più o meno trentacinque anni e ci sono tornato.

A sinistra lo scatto degli anni Ottanta, a destra quello attuale (clicca per ingrandire).

Ho tentato di riprodurre qualche scatto. Ho ritrovato parecchi oggetti, in posti diversi e con luci diverse. Cambia la prospettiva (ma non credo sia dovuto solo alla mia altezza), cambiano le tecnologie: dalla compatta a pellicola a una reflex digitale. Il plastico è quasi certamente stato spostato: ora è su di un soppalco circondato da un corridoio con il pavimento di vetro.

A sinistra lo scatto degli anni Ottanta, a destra quello attuale (clicca per ingrandire).

Il modello della chiusa dovrebbe essere ancora al suo posto, a giudicare dalla scala mobile.

Non ho ritrovato una capsula spaziale e nemmeno la tuta che avevo fotografato con molta emozione. O forse sì.

A sinistra lo scatto degli anni Ottanta, a destra quello attuale (clicca per ingrandire).

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Three witches, #25af

Il 23 novembre del 1993, 25 anni fa (#25af), durante una lezione di inglese dedicata al Macbeth, disegnai le tre streghe della storia in un angolo del libro. Credo sia il mio disegno meglio riuscito.

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Una nuova lettura e una vincita

Un altro mio racconto è stato protagonista di una lettura pubblica. Selezionato tra gli otto vincitori da parte della giuria del concorso Castelli di carta, organizzato dalla Biblioteca cantonale di Bellinzona, il racconto Impronte digitali è stato anche tra i due racconti premiati dallo sponsor. Sono molto contento di questo riconoscimento, e ancor di più della bella lettura proposta da Pietro Aiani.

Come al solito, la pessima qualità del video è solo mia responsabilità. Il video dura circa 2 minuti e mezzo.

Un anno fa: mostra fotografia street foto

Un anno fa partecipavo alla mostra Street foto organizzata nell’ambito dei corsi per adulti dei cantone.

Sotto la guida dell’insegnante ho sperimentato la street photography a Lugano, in dicembre, una sera fredda fredda e una domenica mattina soleggiata. Il risultato, una selezione di nove fotografie esposte, è visibile cliccando sulla locandina qui sotto, insieme a un’immagine delle foto esposte, di cui si poteva liberamente prendere una copia.

Mostra street foto

Tabù

Alcuni anni fa partecipai a una selezione di racconti di fantascienza per una rivista, la Writers Magazine Italia. Uno dei tentativi falliti venne ripescato e pubblicato sull’antologia che raccolse tutti i racconti partecipanti, Il Magazzino dei mondi 2 (a cura di F. Forte, Delos Book, 2013).

Mi è tornato in mente leggendo il tema della nuova edizione di Chiassoletteraria: il tabù.

Rileggendolo, in effetti, non è eccezionale. Forse meriterebbe più spazio.

Martyna

Marco Faré, Martyna, in Forte, F. (a cura di) Il magazzino dei mondi 2, Delos Books, Milano, 2013

 

Letture ad alta voce

Con un po’ d’emozione e molto orgoglio, ho appena pubblicato su Youtube due video in cui Franco Di Leo legge due miei racconti. Franco è scrittore, traduttore, regista teatrale e radiofonico, ed è un lettore molto bravo. Lo ringrazio davvero tanto per quanto ha fatto. In entrambi i casi l’introduzione è di Barbara Bottazzi.

I video li ho girati io con il mio telefono, quindi le inquadrature traballanti e la pessima qualità sono esclusivamente responsabilità mia, ma nonostante tutto credo di non essere riuscito a rovinare l’ottimo lavoro di Franco.

Ecco il primo:

Franco Di Leo legge Un’ora, di Marco Faré, al Longlake festival di Lugano, il 10 luglio del 2016. Il racconto, pubblicato sull’inserto Extra del Corriere del Ticino nel 2015, si può leggere qui. Il video dura circa 5 minuti.

E il secondo:

Franco Di Leo legge Gli occhi di Oscar, di Marco Faré, all’evento Scrivere che passione presso la Manor di Bellinzona, il 21 aprile 2018. Il racconto, uscito alle fine del 2016, si può leggere su La Regione. Il video dura circa 8-9 minuti.

Professori armati a scuola?

Tanti no convinti alla proposta di Trump di armare i professori. Si ritiene che sia immorale e diseducativo. Si valuta pericoloso fornire armi a chi non è molto addestrato a usarle per davvero. Si giudica l’arma uno strumento troppo complesso per chi fatica a usare un beamer.

È una cosa a cui ho pensato, poco più di un anno. Seriamente? No, ma ne ho tirato fuori una storia, un piccolo racconto distopico sulle armi a scuola.

Il 23 dicembre 2016 il racconto è stato pubblicato sul quotidiano laRegione con il titolo  Gli occhi di Oscar, selezionato insieme ad altri nell’ambito della collaborazione tra laRegione e la Scuola Yanez di Andrea Fazioli.

Gli occhi di Oscar è ora disponibile pubblicamente sul sito web del giornale. Il 21 aprile 2018 Franco di Leo ne ha dato una lettura pubblica, visibile qui.

Un estratto:

Come ogni mattina, l’aula si è riempita di colleghi. Io ascolto il brusio familiare che cresce ogni minuto. C’è chi si scambia un saluto, chi parla di un allievo o di una lezione, chi si lamenta perché non ci sono parcheggi o per qualche questione sindacale.

– A me non è ancora capitato – dichiara Mario.

– Che cosa?– chiede Elena.

– La sparatoria in classe. Mai successo. E nemmeno di estrarre la pistola. Mai.

– Non so se saprei reagire con freddezza – riflette Elena. – E dovrei pure cercare l’arma in borsa.

– Io la tengo sotto la giacca – dico. – Ma neanche a me è mai successo.

Buona lettura!

 

#20af: le avventure dell’astronave Orion

mv5bytkzmji4ztgtnwnlny00mzdkltk1zjatmzdin2fjm2i0n2q2xkeyxkfqcgdeqxvymjq3otyzmji-_v1_In realtà di anni ne sono passati 20 e mezzo. Il 15 luglio 1997 la rivista online Delos, tuttora online, pubblicava nel numero 28 la traduzione di un articolo dedicato al telefilm tedesco Raumspatrouille – Le avventure dell’astronave Orion.

Qualche mese prima il direttore della rivista aveva chiesto nella mailing list italiana dedicata alla fantascienza una mano per la traduzione dal tedesco di un articolo. Studiavo a Zurigo e il tedesco, un po’, lo capivo, quindi mi sono offerto. Insieme a un altro partecipante ci siamo divisi il compito.

Mi ha fatto molto piacere collaborare con una rivista che seguivo online dal terzo numero (febbraio 1995) e che mi appassionava moltissimo.

Dalla cantina è riemerso un fascio di carte che puzzano di muffa: sono le mie agende. Ripercorro i miei impegni di vent’anni fa, così nasce #20af

La resa dei conti è per San Valentino

AT8_365amore_frontTra poche settimane è San Valentino, regalale o regalagli 365 storie d’amore!

Nella raccolta anche il mio racconto La resa dei conti.

Franco Forte (a cura di), 365 storie d’amore, Delos Books, Milano, 2013

Una frase, un inizio

Nuovo sito, nuovo blog. Dimentichiamoci di un imbarazzante passato, vicino e remoto, e concentriamoci sul futuro.

Iniziando con una citazione di Giuseppe Granieri (Il gigante e la farfalla):

Se sai cosa dire, lo sai fare in una frase, in sette secondi di comunicazione. O otto, nove massimo

Sarà che sono un po’ superficiale o che fatico a concentrarmi a lungo, ma trovo che questa sia una grande verità. Nella comunicazione, come nell’insegnamento, può servire tempo per spiegare qualcosa. Ma alla fine, ciò che si ricorda è una frase che condensa il pensiero.