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Product placement con spin

Mi piace Criminal Minds: è una serie di pure intrattenimento ben costruita. Truculenta quanto basta, avvincente il necessario, innovativa e conservatrice in modo equilibrato, allieta le mie serate.

Eppure l’ultima puntata vista (Il conducente) mi ha dato un po’ fastidio. Si parla di ride-share, cioè di quei servizi alternativi al taxi che offrono passaggi su chiamata. Il più famoso nel mondo è Uber ed è oggetto di molte polemiche perché sfrutta i conducenti, perché capita che il servizio non sia affidabile, perché minaccia il business dei tassisti. Nella serie, il servizio di ride-share coinvolto nelle indagini si chiama Zimmer. Zimmer, Uber, Uber, Zimmer.

Il responsabile di Zimmer, interrogato, dice che loro si limitano a mettere in contatto conducenti e clienti e non sono responsabili di nulla. Più o meno ciò che sostiene Uber.

Il servizio Zimmer, nel telefilm, viene messo in cattiva luce perché il cattivo di turno, nella serie si chiamano SI come Soggetto Ignoto, è un tale che [SPOILER] era stato un conducente di Zimmer e che si finge ancora conducente di Zimmer per avvicinare le sue vittime. [/SPOILER]

Secondo me è product placement al contrario. O meglio, è un caso di spin applicato al product placement.

Partiamo dalle basi: il product placement è quel ramo della promozione, in area marketing, che si occupa di piazzare prodotti dentro film e serie. Tipo James Bond che guida la BMW o Olivia Pope di Scandal che telefona con un cellulare Windows o mezza Hollywood che usa computer Apple. Non è mica un caso: ci sono accordi commerciali.

Gli spin doctor sono, di solito in politica, quegli esperti di comunicazione che riescono a manipolare i media. Olivia Pope è, tra l’altro, una spin doctor. Kasper Juul, per citare la bella serie danese Borgen, è uno spin doctor. Marcello Foa li ha studiati a lungo.

Vedo, in questa puntata di Criminal Minds una certa intenzionalità nel mettere in cattiva luce i servizi di ride-share, senza arrivare mai ad accusarli apertamente ma instillando insicurezza nel pubblico.

Criminal Minds, Il conducente, titolo originale: Drive, S11E12, su RSI La1 mercoledì 25 maggio 2016

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Saggio: Di Fraia, Social media marketing

G. Di Fraia, Social media marketing. Manuale di comunicazione aziendale 2.0

La mia recensione su Amazon.it:

Un buon saggio sul social media marketing e sul suo significato. Indicazioni anche sugli aspetti pratici. Sull’argomento ho però trovato libri più interessanti.

 

Saggio: Roberto Venturini, Relazioni pubbliche digitali

[update 22.3: tempo fa ho programmato la pubblicazione di questo articolo per la giornata di ieri, e poche ore fa  Roberto Venturini è scomparso improvvisamente; mi mancherà la sua visione, che conosco attraverso questo libro e soprattutto attraverso il suo blog]

Roberto Venturini, Relazioni pubbliche digitali. Pensare e creare progetti con blogger

La mia recensione su Amazon.it:

Un utile saggio che parte da una base teorica solida e dà consigli molto pratici a chi vuole agire. L’aspetto più positivo secondo me è l’equilibro tra queste due parti: non è mai un manualetto di istruzioni (fai questo, fai quest’altro) perché porta il lettore a condividere ogni scelta dandogli gli elementi per comprendere il ragionamento; ma non è nemmeno un saggio solo teorico.

 

Storytelling nel marketing

Segnalo due libri piuttosto interessanti per chi si occupa di marketing e vuole seguire la moda dello storytelling:

Joseph Sassoon, Web storytelling. Costruire storie di marca nei social media, la mia recensione su Amazon.it

Andrea Fontana, Joseph Sassoon, Ramon Soranzo, Marketing narrativo. Usare lo storytelling nel marketing contemporaneo, la mia recensione su Amazon.it