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#20AF: Ronin

Vent’anni fa andavo a vedere Ronin. Non ho idea di dove, a Lugano immagino. È un film molto bello, carico di tensione, con una degli inseguimenti più spettacolari. Altri film hanno poi fatto anche meglio, The Bourne Identity per la tensione, Heat per le sparatorie. Ma Ronin è particolare perché ha una certa complessità.

Dalla cantina è riemerso un fascio di carte che puzzano di muffa: sono le mie agende. Ripercorro i miei impegni di vent’anni fa, così nasce #20af

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#20af:un nuovo inizio

Il 19 ottobre 1998 frequentai le mie prime lezioni all’Università della Svizzera italiana, a Lugano.

Avevo già seguito qualche corso della facoltà di scienze della comunicazione intrufolandomi tra aprile e giugno. In ottobre l’inizio ufficiale, un nuovo percorso dopo il tentativo fallito all’ETH.

IMG_1009Prima di iniziare i corsi di ingegneria informativa avevo letto Le idee dell’informatica, o perlomeno una parte.

Per decidere se frequentare l’USI mi ero sparato un bel pezzo di Pragmatica della comunicazione umana. IMG_1012In preparazione dei primi corsi in comunicazione, mi ero letto, in inglese, un libretto comprato a Dublino: Introduction to communication studies. È un testo che ha quasi trent’anni, lungo circa 200 pagine, e c’è tutto. No, non tutto, ma molte basi sì. È un super riassunto che ancor oggi ha il suo valore.

 

Dalla cantina è riemerso un fascio di carte che puzzano di muffa: sono le mie agende. Ripercorro i miei impegni di vent’anni fa, così nasce #20af

#20af: ciao ciao Irlanda

Il 26 settembre 1998, alle 13.55, presi un volo che mi riportò a Zurigo e in Ticino.

Nel mese di settembre lasciai la scuola che avevo frequentato, mattina e pomeriggio, per due mesi, e passai le mie giornate in uno studio di ingegneria in Merrion Square. Durante la mia working experience lavorai su due progetti: uno riguardava il traffico e il mio compito era trascrivere i questionari raccolti lungo le strade a computer (imparai i nomi di tutti i paesini nei dintorni di Dublino) e preparai una presentazione per illustrare i risultati; nell’altro dovetti ravanare nelle statistiche di una nave che posava cavi telefonici tra Inghilterra e Irlanda. Furono contenti del mio lavoro e mi pagarono.

C’erano meno turisti, in settembre, e i negozi di souvenir si trasformarono in negozi di giocattoli, o di altre cianfrusaglie.

Passai molto tempo nelle librerie Waterstone e nei bar in cerca di connessione internet.

La famiglia presso cui risiedevo, due simpatici nonni irlandesi, astemi, con tanti figli grandi e qualche nipote, era impegnata con una parente in fin di vita, quindi passai davvero molto tempo da solo. Leggevo, ascoltavo musica (non mi ero portato le mie cassette, comprai qualche bootleg e mi accontentai di quelli). Non riuscii a convincere la signora a smettere di preparare quintali di pasta Napolina, convinta che fosse italiana, e invece è inglese prodotta in Germania).

Nel volo di rientro incontrai un tizio mezzo ubriaco, con moglie e figlia, che voleva divertirsi ed era deluso che sull’aereo tutti erano seri. Fingeva di essere italiano, ma lo sgamai, e mi disse di chiamarsi Nico, era turco e gestiva una pizzeria da qualche parte in Irlanda.

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#20af: cancelli celebri

Tra le varie cose interessanti da vedere, in Irlanda, una piuttosto bizzarra è costituita da cancelli. Cancelli celebri, o meglio di persone celebri.

Nelle foto, a destra di fronte al cancello di quella si dice essere la casa di Bono, a sud di Dublino. Dalla quantità di ragazzine italiane direi che era vero. Poco dopo lo scatto, un tizio uscì dal cancello dicendo di essere il giardiniere e tranquillizzando tutti: Bono non era in casa.

Quella di sinistra invece è più ricercata. È il cancello della casa di Adam Clayton, il bassista. La ragazza accanto a me, vera appassionata, ci condusse alla ricerca di quella casa-dimora-tenuta-castello davvero introvabile. A un certo punto persino l’autista dell’autobus non sapeva più dov’era.

Suonammo il campanello. No, in realtà il campanello parlò senza che lo suonassimo. Ma insomma, chiedemmo (chiesi) se potevamo salutare il signor Clayton. Ma, ahimè, anche lui era fuori.

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#20af: Glendalough

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Glendalough, 1998

Meta banale per le gite della scuola, Glendalough è in realtà piuttosto piacevole. Ci sono andato diverse volte e ci ho pure accompagnato alcuni ragazzi della scuola.

 

Il 13 settembre del 1998 ci andai con una ragazza della (ex) Germania dell’Est e un ragazzo egiziano (che non aveva capito che poteva anche non venire con noi due). Il quale però alla sera ci portò in un kebab spettacolare.

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Glendalough, 1998

 

 

 

 

 

 

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#20af: cielo d’Irlanda

Non si poteva evitare di parlare del cielo d’Irlanda. Io e il cielo.

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Io e il cielo d’Irlanda, agosto 1998 (da qualche parte nel sud-ovest)

Ma potremmo parlare anche del vento:

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Io e il vento d’Irlanda, 1998 (da qualche parte nel sud-ovest). NB: era tipo il 20 agosto 1998.

 

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#20af: working experience

La mia esperienza in Irlanda, dopo due mesi di scuola intensiva, si trasformò in una working experience. Avrei voluto lavorare in una società legata a Internet (ma nel 1998 l’Irlanda non era ancora sede di Google, che a malapena esisteva, o di Facebook, ehi, Zuckerberg aveva 14 anni).

Invece lavorai in uno studio di ingegneria civile, preparai qualche presentazione, archiviai dati, feci delle ricerche tra i rapporti di una nave che posava cavi nel mare. Fu molto interessante, le persone con cui lavorai molto disponibili. La sede era in Merrion Square, non lontano da dove gli U2 girarono il video di The sweetest thing. Era il 20 settembre, ero a Dublino, ma non ne sapevo nulla.

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La mia postazione di lavoro a Dublino, nel basement di un vecchio edificio in Merrion Square, nel 1998. 

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#20af: Clifden Castle

Nel giro dell’Irlanda fatto a fine agosto 1998, una tappa era il Clifden Castle.

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Clifden Castle, 1998

Curiosamente, la foto qui sopra è molto simile a quella pubblicata in wikipedia.

Ma quella che segue no:

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#20af: Aran Islands

Alla fine di agosto del 1998 feci un piccolo viaggio in giro per l’Irlanda, grazie al fidanzato di una mia compagna di corso, che aveva portato la macchina da Milano.

Prima tappa, le Aran Islands. Era il 27 agosto del 1998.

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Queste dovrebbero essere le isole Aran viste dal mare, nel 1998 (ma potrebbe essere Howth, non so, le foto sono in disordine).

Alcune altre foto:

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#20af: al cinema

Capitava di andare al cinema. Ce n’era uno a nord di O’Connell Street Upper, forse oggi si chiama Cineworld, in Parnell Street. All’epoca era un edificio scintillante in un quartiere all’inizio del suo periodo di riqualificazione. Molto all’inizio. Ho conservato un biglietto, 23 agosto, The Avengers.

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