Archivi categoria: film, corti e serie tv

Serie tv: The Rain

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Serie europea, dalle premesse interessanti. Una pioggia assassina sconvolge il mondo. Una ragazza e il suo fratello piccolo vengono portati dai genitori in un bunker segreto. Il padre non arriva, la mamma muore. I due sopravvivono qualche anno senza mai uscire, poi le riserve finiscono e sono costretti ad andarsene. Incontrano dei sopravvissuti e piano piano scoprono come sopravvivere e cosa è successo.

Salterà fuori che non tutto il mondo è andato, ma solo una zona circoscritta dalla quale non possono e non vogliono uscire perché vogliono stare tutti insieme.

Passi che il padre è il grande artefice della pioggia, non si capisce se è buono o cattivo. Passi che il fratellino deve sopravvivere perché può salvare tutti, continuano a dire i cattivi, ma non dicono come. Passi che ci sono basi segrete disseminate dappertutto. Passi tante cose, ma la seconda stagione è molto deludente, a partire dalla protagonista che si improvvisa medico e trova la cura che gli esperti cercavano da anni.

Non credo che guarderò la terza.

Serie tv: La casa di carta

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La terza stagione è una delusione. Se le prime due sono intriganti, nonostanti buchi di trama e scene d’azione imbarazzanti, la terza è basata sul nulla. Un pretesto inverosimile per rimettere i nostri eroi nella stessa situazione delle prime due stagioni.

Odiosi cliffhanger sul finale dell’ultima puntata costringeranno la visione della quarta stagione.

Memoria o esperienza?

Un film corto, segnalato da Fantascienza.com (Ricordi da acquistare), ci fa riflettere sull’importanza della memoria o dell’esperienza. Ispirato ad Atto di forza, Thanks for the memories racconta la storia di Joel Fink, a cui viene offerta una vacanza completamente gratuita, dove potrà fare ciò che vuole, essere ciò che vuole. Ma dovrà rinunciare a ricordarsela. Potrà fare l’esperienza della vacanza, e questo formerà il suo carattere, ma non se la potrà ricordare. Un po’ come quanto ci succede prima dei nostri tre anni di vita.

#20AF: Ronin

Vent’anni fa andavo a vedere Ronin. Non ho idea di dove, a Lugano immagino. È un film molto bello, carico di tensione, con una degli inseguimenti più spettacolari. Altri film hanno poi fatto anche meglio, The Bourne Identity per la tensione, Heat per le sparatorie. Ma Ronin è particolare perché ha una certa complessità.

Dalla cantina è riemerso un fascio di carte che puzzano di muffa: sono le mie agende. Ripercorro i miei impegni di vent’anni fa, così nasce #20af

FIlm: Annihilation

Ho visto su Netflix Annihilation, di Alex Garland, con Natalie Portman e Jennifer Jason Leigh. 

È indubbiamente un bel film, ben fatto, ben scritto, ben recitato. La prima parte è molto intensa, il mistero ben costruito. La seconda parte l’ho apprezzata meno, l’ho trovata un po’ troppo onirica, ma in realtà è solo apparenza e tutto sommato ha una sua coerenza. 

Natalie Portman è eccezionale. 

Serie tv: Lost in space

È imbarazzante scrivere di una serie tv come Lost in space. Alcune cose non sono male: gli ambienti, la varietà dei personaggi, conflitti accennati. Ma altre non mi sono piaciute: personaggi troppo stereotipati, situazioni assurde come la cattiva che per caso si trova  sempre nel posto giusto. Alcuni artifici di trama sono davvero brutti: tante storie perché non hanno carburante per le navette e a un certo punto si ricordano che possono sintetizzarla usando feci. “Le nostre non bastavano” dice un personaggio, ma per fortuna trovano una caverna piena di feci di chissà cosa. Quando è chiaro che la cattiva è cattiva e c’è l’occasione di farla fuori, no, la ragazza scappa dando la possibilità alla cattiva di impadronirsi del robot. Non penso che guarderò la seconda stagione.

Serie tv: The Fall

mv5bnta2yzkyogutnmrlzi00mdm1lwfinjytyzdmyjc1y2njzmu1xkeyxkfqcgdeqxvymjexmjk0odk-_v1_sy1000_cr007051000_al_The Fall (2013) è una serie poliziesca inglese, giunta alla terza stagione.

Nella prima stagione Gillian Anderson può finalmente esprimere quel suo fascino e quella sua sensualità che non era riuscita a imporre venticinque anni fa, in X-Files (ci credo, con quelle pettinature e quegli abiti!).

Il suo personaggio, Stella Gibson, è interessante: una poliziotta indipendente, sessualmente molto decisa, legata al suo superiore e al criminale che cerca.

Il criminale non è tanto interessante. Bravo Jamie Dorman, ma la storia raccontata nella prima stagione è prevedibile. Peraltro, risulta gradevole per l’evoluzione lenta e graduale, ma inevitabile, dei due personaggi e del loro rapporto.

La prima puntata della seconda stagione serve a ripartire e a creare un clima d’attesa inquietante. La seconda puntata rinforza la sensazione che stia per accadere qualcosa. Nella terza puntata continua a pensare che qualcosa succederà. La quarta puntata… no, la quarta puntata non l’ho vista. Insomma, va bene la lentezza, ma qui non succedeva proprio niente.

Serie tv: The Mist

Serie tv la cui prima stagione, che ho visto, conta dieci episodi. Ci ha lavorato Stephen King, ma il risultato non è all’altezza. Personaggi piatti, storia inverosimile e prevedibile, spunti lanciati e mai raccolti. Forse se li tengono per le prossime stagioni, che non credo guarderò.

Film: Dunkirk, di Christopher Nolan

mv5bn2yyzjq0ntetnzu5ms00ngzkltg0mtetyzjmmwy3mwrhzjm2xkeyxkfqcgdeqxvymda4nzmyoa-_v1_sy1000_cr006741000_al_Durante le giornate autogestite gli allievi hanno proposto Dunkirk, film che non avevo ancora avuto l’occasione di vedere.

Quattrocentomila soldati inglesi bloccati a Dunkirk (Dunquerque), accerchiati dai tedeschi, in attesa delle navi che li avrebbero portati in Inghilterra, in salvo. Il nemico non si vede mai, ma è più presente che mai. Fotografia perfetta, sonoro avvolgente, attori stupendi. Eppure a qualcuno non è piaciuto: piatto, troppo perfetto e quindi privo di emozioni, ideologico (dell’ideologia sbagliata). Chissà.

A me è piaciuto molto. Mi interessa soprattutto la scomposizione della storia. – Attenzione da qui in poi qualche SPOILER. – Nolan è un maestro nel centellinare le informazioni al suo pubblico e nell’organizzare il modo di offrirle. Le linee narrative e temporali sono tre: una settimana di spiaggia, un giorno di mare, un’ora in volo. Le seguiamo alternando, ma siccome i tempi sono diversi, le cose inizialmente non tornano. Vediamo lo stesso personaggio in linee diverse e non capiamo come è finito lì. Poi piano piano le narrazioni si allineano sempre di più finché si sincronizzano e si esauriscono, e il ticchettio cessa.

Film: The Help, di Tate Taylor

mv5bmtm5otmymjixov5bml5banbnxkftztcwnzu4mjiwnq-_v1_sy1000_cr006741000_al_Tra le attività organizzate dagli allievi durante le giornate autogestite, quest’anno, c’era la visione del film The Help, tratto da un romanzo di Kathryn Stockett che è stato rifiutato sessanta volte prima di essere pubblicato.

Ambientato nello stato del Mississipi negli anni Sessanta, il film racconta la storia di una giovane giornalista bianca che convince alcune cameriere di colore a raccontare i retroscena della loro attività. Ne emerge un quadro molto brutto perché le cameriere vengono trattate come schiave, anche se formalmente sono dipendenti.

Film tranquillo, nel senso che non propone grossi colpi di scena o evoluzioni imprevedibili, racconta una storia lineare dove le protagoniste, tutte donne, affrontano il razzismo e la lotta per i diritti civili.