#20af: cancelli celebri

Tra le varie cose interessanti da vedere, in Irlanda, una piuttosto bizzarra è costituita da cancelli. Cancelli celebri, o meglio di persone celebri.

Nelle foto, a destra di fronte al cancello di quella si dice essere la casa di Bono, a sud di Dublino. Dalla quantità di ragazzine italiane direi che era vero. Poco dopo lo scatto, un tizio uscì dal cancello dicendo di essere il giardiniere e tranquillizzando tutti: Bono non era in casa.

Quella di sinistra invece è più ricercata. È il cancello della casa di Adam Clayton, il bassista. La ragazza accanto a me, vera appassionata, ci condusse alla ricerca di quella casa-dimora-tenuta-castello davvero introvabile. A un certo punto persino l’autista dell’autobus non sapeva più dov’era.

Suonammo il campanello. No, in realtà il campanello parlò senza che lo suonassimo. Ma insomma, chiedemmo (chiesi) se potevamo salutare il signor Clayton. Ma, ahimè, anche lui era fuori.

Dalla cantina è riemerso un fascio di carte che puzzano di muffa: sono le mie agende. Ripercorro i miei impegni di vent’anni fa, così nasce #20af

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#20af: Glendalough

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Glendalough, 1998

Meta banale per le gite della scuola, Glendalough è in realtà piuttosto piacevole. Ci sono andato diverse volte e ci ho pure accompagnato alcuni ragazzi della scuola.

 

Il 13 settembre del 1998 ci andai con una ragazza della (ex) Germania dell’Est e un ragazzo egiziano (che non aveva capito che poteva anche non venire con noi due). Il quale però alla sera ci portò in un kebab spettacolare.

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Glendalough, 1998

 

 

 

 

 

 

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#20af: cielo d’Irlanda

Non si poteva evitare di parlare del cielo d’Irlanda. Io e il cielo.

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Io e il cielo d’Irlanda, agosto 1998 (da qualche parte nel sud-ovest)

Ma potremmo parlare anche del vento:

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Io e il vento d’Irlanda, 1998 (da qualche parte nel sud-ovest). NB: era tipo il 20 agosto 1998.

 

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#20af: working experience

La mia esperienza in Irlanda, dopo due mesi di scuola intensiva, si trasformò in una working experience. Avrei voluto lavorare in una società legata a Internet (ma nel 1998 l’Irlanda non era ancora sede di Google, che a malapena esisteva, o di Facebook, ehi, Zuckerberg aveva 14 anni).

Invece lavorai in uno studio di ingegneria civile, preparai qualche presentazione, archiviai dati, feci delle ricerche tra i rapporti di una nave che posava cavi nel mare. Fu molto interessante, le persone con cui lavorai molto disponibili. La sede era in Merrion Square, non lontano da dove gli U2 girarono il video di The sweetest thing. Era il 20 settembre, ero a Dublino, ma non ne sapevo nulla.

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La mia postazione di lavoro a Dublino, nel basement di un vecchio edificio in Merrion Square, nel 1998. 

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#20af: Clifden Castle

Nel giro dell’Irlanda fatto a fine agosto 1998, una tappa era il Clifden Castle.

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Clifden Castle, 1998

Curiosamente, la foto qui sopra è molto simile a quella pubblicata in wikipedia.

Ma quella che segue no:

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#20af: Aran Islands

Alla fine di agosto del 1998 feci un piccolo viaggio in giro per l’Irlanda, grazie al fidanzato di una mia compagna di corso, che aveva portato la macchina da Milano.

Prima tappa, le Aran Islands. Era il 27 agosto del 1998.

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Queste dovrebbero essere le isole Aran viste dal mare, nel 1998 (ma potrebbe essere Howth, non so, le foto sono in disordine).

Alcune altre foto:

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#20af: al cinema

Capitava di andare al cinema. Ce n’era uno a nord di O’Connell Street Upper, forse oggi si chiama Cineworld, in Parnell Street. All’epoca era un edificio scintillante in un quartiere all’inizio del suo periodo di riqualificazione. Molto all’inizio. Ho conservato un biglietto, 23 agosto, The Avengers.

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#20af: DART

Non so come siano oggi i trasporti pubblici a Dublino. Vent’anni fa c’erano un sacco di autobus, ma per me il mezzo più comodo era la DART, la metropolitana all’aperto. In una quindicina di minuti, se non ricordo male, mi portava in centro da Raheny (anzi, mi veniva più comoda la Kilbarrack Station). In luglio e in agosto scendevo sempre a Tara Street perché era la più vicina alla scuola, in Dame Street. In settembre, quando i negozi di souvenir con i cartelli “Non toccare” scritti solo in spagnolo tornarono negozi più o meno normali, iniziò la mia working experience in Merrion Square, quindi scendevo alla Pearse Station. Le locomotive diesel erano impressionanti.

Comunque, la DART era comoda, un po’ sgangherata ma sopravviveva alla scarsa disciplina degli irlandesi, che attraversavano i binari della Kilbarrack Station, incuranti del rischio. E che rischio! La linea era percorsa sia dai treni della DART che da quelli a lunga percorrenza, treni diesel che non frenavano mai. Attraversavano le stazioni suonando come matti a velocità smodata.

Nelle foto, qualche cimelio:

 

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#20af: un tranquillo weekend fuoriporta (con attentato)

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L’automobile in cui era nascosta la bomba, all’incrocio tra Market Street e Dublin Street, Omagh (fonte wikipedia)

Il 15 agosto del 1998 era un sabato. Con una dozzina di ragazzi della scuola eravamo partiti la mattina presto alla volta del Donegal (non proprio fuoriporta…). Il pullman faceva sosta a Omagh. Qualche ora dopo il nostro passaggio, una bomba esplose nel centro del paese, uccidendo ventinove persone, molti giovani. Ci sono tante pagine che ricordano quella strage, una delle più sanguinose dell’IRA. Wikipedia in inglese, un sito italiano che raccoglie anche le foto delle vittime. Secondo la mia ricostruzione, il nostro bus si fermò all’Omagh Buscentre, poco distante dal luogo dell’attentato, ma potrebbe essere stata anche una stazione appena fuori città.

Non ricordo quando venimmo a conoscenza dell’attentato. La nostra minivacanza fu tragicomica. Ore e ore di pullman, arrivammo a Donegal Town nel tardo pomeriggio di sabato, alloggiammo probabilmente all’ostello, noleggiammo delle biciclette e cominciò a piovere. Non ricordo se e dove mangiammo la sera. Durante la notte tutti svegli a far casino, nell’ostello c’erano altri ragazzi italiani, di cui uno non aveva mai bevuto alcol in vita sua e aveva deciso di recuperare tutto quella sera con effetti prevedibili.

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l’allegra combriccola con le bici

La mattina dopo breve giro in paese e di nuovo ore di bus per rientrare a Dublino. Del Donegal non abbiamo visto nulla, in compenso non ho mai sofferto così tanto di mal d’auto.

 

 

 

Il lunedì, andando a scuola, vidi le prime pagine dei giornali esposte nelle edicole. Facevano impressione.


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#20af: Howth

L’8 agosto 1998 era un sabato. A Zurigo si ballava nelle strade per la Streetparade. Avevo manovrato per riuscire a tornare dall’Irlanda, ma non lo feci. Così, con altri ragazzi della scuola, andammo in gita a Howth, un paesino che segna il confine nord di Dublino.

Foto ricordo, sullo sfondo la Sutton Martello Tower, prima dei lavori di rinnovo.

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