Archivi categoria: opinioni e recensioni

Serie tv: The Mist

Serie tv la cui prima stagione, che ho visto, conta dieci episodi. Ci ha lavorato Stephen King, ma il risultato non è all’altezza. Personaggi piatti, storia inverosimile e prevedibile, spunti lanciati e mai raccolti. Forse se li tengono per le prossime stagioni, che non credo guarderò.

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Noi e l’inglese

Editoriale interessante, giovedì, sul Corriere del Ticino, firmato Matteo Airaghi, in cui si affronta la questione dell’inglese. Lingua appiattita dal suo abuso, è in realtà una “colonna portante” della cultura.

Ribadisco la necessità di istituire l’inglese come lingua franca in Svizzera.

La battaglia contro l’invasione degli anglicismi inutili non è dunque soltanto necessaria per tutelare (e ci mancherebbe) l’italiano ma è anche una questione culturale più ampia che può aiutare l’inglese a salvarsi dal peggio di se stesso. Utilizzarlo meno a sproposito e conoscerlo meglio (nelle meravigliose traduzioni ovviamente, ma avete mai provato a leggere Roth o Salinger in versione originale?) rappresenta un traguardo fondamentale che tutti coloro che amano le lingue e la letteratura dovrebbero tenere sempre in considerazione.

Romanzo: Il racconto dell’ancella, di Margaret Atwood

racconto-dell-ancellaNuova recensione per Gli Amanti dei libri. Questa volta parlo del romanzo Il racconto dell’ancella, di Margaret Atwood.

Una citazione dal libro:

La gonna rossa mi viene tirata su fino alla vita, non più su però. Lì sotto il Comandante sta fottendo. Ciò che sta fottendo è la parte inferiore del mio corpo.

 

Un estratto della mia recensione:

A sconvolgere, in questo romanzo, è la rapidità con cui il cambiamento sociale è avvenuto. Lo viviamo tramite i ricordi di Difred, che ci mostra come il passaggio da una società libera a una società fortemente controllata sia avvenuta in modo graduale ma rapido. Ma soprattutto accettato, come se tutti non aspettassero altro, come se l’essere assegnati a un ruolo predefinito fosse una sorta di liberazione dalle responsabilità individuale delle scelte di vita, delle decisioni da prendere. E questo vale per i mariti, che finalmente trovano legittimazione nel prendersi cura delle mogli, ormai prive di diritti, ma vale anche per le ancelle, per quanto scomodo sia, e per le Zie che educano le ancelle, le Marte che si occupano della casa, per i Custodi e per gli Occhi, e per tutti gli altri.

Peccato, non è morto nessuno

I giornalisti a volte sono gente divertente. Oggi si è tenuta a Lugano un’esercitazione della polizia, con tanto di elicottero e agenti armati che si calavano dall’alto.

Ma, che peccato!, è solo un’esercitazione. Non è morto nessuno. Altrimenti avremmo avuto una notizia.

Corpi speciali in azione – Da un elicottero in volo sopra Palazzo di giustizia a Lugano si calano alcuni uomini armati, ma è un’esercitazione (RSI)

Corpi speciali e un elicottero sui tetti di Lugano – Curiosità e timore per l’intervento di diversi agenti armati sopra palazzo di giustizia e altri edifici della città. Ma era solamente un’esercitazione (Ticinonline)

Forze speciali in azione a Lugano – Si è trattato della simulazione di un assalto a un palazzo dall’alto. Un elicottero ha sorvolato il centro cittadino calando gli agenti in tenuta d’assalto (Giornale del Popolo)

Assalto in centro! Ma è un’esercitazione – Gruppi speciali della Polizia cantonale protagonisti di un’operazione-prova nel cuore della città. In volo anche un elicottero (laRegione)

Differente il Corriere del Ticino: “Grossa esercitazione oggi in centro, dove un elicottero ha sorvolato con insistenza il cielo calando degli agenti – Simulato un assalto dall’alto”.

 

Internet e le persone

Leggo su Internazionale Il mondo che Facebook vuole costruire, di Alexis C. Madrigal, tratto da The Atlantic.

Vi si dice, con tanto di citazione di Zuckerberg:

Zuckerberg ha dato un’idea di quel che pensa a proposito del significato di Facebook. Cosa perderebbe il mondo, si è chiesto, se sparisse?

La sua risposta è stata che nel 2004 su internet si poteva trovare quasi tutto, tranne ciò che più interessa alle persone: altre persone. “Per questo ho cominciato a creare un servizio che le mettesse in primo piano, anche nel rapporto con la tecnologia”, ha dichiarato.

Ho la sensazione che Zuckerberg faccia finta di non ricordare cos’era internet prima di Facebook.

Negli anni Novanta, poco prima dell’arrivo delle grandi aziende e degli uomini marketing, la rete era un luogo dove incontrare altre persone. Soprattutto sui gruppi di discussione (Usenet), ma anche sui primi siti web, il focus era sulle persone e sulle loro passioni.

Poi, verso la fine anni Novanta, c’è stato il turbine commerciale, che ha avvicinato molte persone e molte aziende alla rete ma ne ha in parte snaturato l’essenza, con molta irritazione da parte di chi la frequentava da un po’.

Dopo il crollo della new economy, la rete è rinata come web 2.0. Finalmente focus sulle persone, si diceva, ma in tanti sapevano che era in realtà un ritorno di qualcosa che non era mai davvero scomparso.

Fumetto: La condanna del sangue, di Maurizio de Giovanni

1518686159185-le_stagioni_del_commissario_ricciardi__la_condanna_del_sangue____copertina_del_volume__in_libreria__fumetteria_e_sul_nostro_shop_dall_8_marzo_2018Nuova puntata per le storie del commissario Ricciardi a fumetti, tratte dai romanzi di Maurizio de Giovanni. Della prima ho parlato qui.

Questa seconda storia è più complessa della prima. Ho trovato la parte iniziale confusa: molti personaggi a cui vengono dedicate poche tavole. Ho la sensazione che qualcosa andava tagliato. Meglio la seconda parte, dove ci si concentra, finalmente, sulla storia principale.

Niente paura… sono solo mostri!

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Fonte: Ketturkat.com

In occasione del Festival della Fiaba di Cagiallo, abbiamo assistito allo spettacolo Niente paura… sono solo mostri! della compagnia austriaca di Peter Ketturkat (il link porta alla World Encyclopedia of Puppetry Arts, internet è un luogo meraviglioso).

È uno spettacolo senza parole che dura una mezz’ora. I mostri sono costruiti con oggetti di uso comune in cucina e vengono mossi come burattini. Alla fine dello spettacolo, gli artisti mostrano il funzionamento dei mostri ai bimbi, in un’utile pratica anti-brutti-sogni.

Non c’è una storia ma diverse brevi scenette, molto semplici da capire. Con pochi suoni e movimenti, i mostri prendono vita e lo spettatore ne percepisce i sentimenti.

Naturalmente la parte più bella dello spettacolo è costituita dai bambini che fanno il tifo per questo o quell’altro mostro.

Ne è disponibile una rappresentazione su Youtube, con il titolo di Keine Angst vor grossen Tieren.

Il lavoro che verrà

Sul Corriere del Ticino di sabato 7 aprile Ivano D’Andrea, CEO del Gruppo Multi, riflette sulla preparazione da dare ai giovani in vista del lavoro che verrà. Lavoro che sarà fortemente influenzato dalle tecnologie digitali.

Tra le altre cose, si dice preoccupato perché i giovani che incontra sono “spesso a digiu- no di queste tendenze” e quindi ritiene, giustamente, che la scuola dovrebbe fare qualcosa. “Per intenderci” precisa “non si tratta semplicemente di mettere PC e iPad nelle nostre scuole, ma di far capire ai giovani il mondo della tecnologia che ci circonda”.

Nel nostro piccolo, cerchiamo di farlo. Forse senza arrivare a studiare l’intelligenza artificiale, la robotica e l’analisi dei dati, ma avvicinando le tecnologie ai ragazzi e, soprattutto, facendoli riflettere sul modo in cui usano queste tecnologie.

Suggerisce inoltre di avvicinare le aziende più innovative con la scuola. Anche questa è una cosa che si cerca di fare, ma con una certa cautela. Una cosa è la scuola, un’altra la formazione aziendale.

La scuola evolve con la società. La sua struttura fatica a cambiare, è vero, ma all’interno delle aule il cambiamento c’è, anche se forse non è molto visibile. E forse è lento, ma è anche vero che la scuola deve offrire ai giovani una spiegazione del mondo che dev’essere prima metabolizzata dalla società (e dagli insegnanti).

Ivano D’Andrea, Preparare i nostri figli al «lavoro che verrà», in Corriere del Ticino, 7 aprile 2018, pag. 4.

Romanzo: Anime nel futuro, di Cory Doctorow

È uscita qualche giorno fa su Gli Amanti dei libri una mia recensione al romanzo Anime nel futuro, di Cory Doctorow.

Un estratto:

C’è la fantascienza, in particolare il cyberpunk con i suoi legami stretti con la gente comune e la strada e con le tecnologie digitali impolverate. E, chiaramente, con la sua lotta alle multinazionali e ai poteri superiori, che emerge quando si parla dei tentativi di censura: “I quattro cavalieri dell’infocalisse: pedo-pornografia, terrorismo, pirateria e magia. Ci diranno che ogni strumento di comunicazione che non possono intercettare, decriptare e spegnere è irresponsabile”.

Film: Dunkirk, di Christopher Nolan

mv5bn2yyzjq0ntetnzu5ms00ngzkltg0mtetyzjmmwy3mwrhzjm2xkeyxkfqcgdeqxvymda4nzmyoa-_v1_sy1000_cr006741000_al_Durante le giornate autogestite gli allievi hanno proposto Dunkirk, film che non avevo ancora avuto l’occasione di vedere.

Quattrocentomila soldati inglesi bloccati a Dunkirk (Dunquerque), accerchiati dai tedeschi, in attesa delle navi che li avrebbero portati in Inghilterra, in salvo. Il nemico non si vede mai, ma è più presente che mai. Fotografia perfetta, sonoro avvolgente, attori stupendi. Eppure a qualcuno non è piaciuto: piatto, troppo perfetto e quindi privo di emozioni, ideologico (dell’ideologia sbagliata). Chissà.

A me è piaciuto molto. Mi interessa soprattutto la scomposizione della storia. – Attenzione da qui in poi qualche SPOILER. – Nolan è un maestro nel centellinare le informazioni al suo pubblico e nell’organizzare il modo di offrirle. Le linee narrative e temporali sono tre: una settimana di spiaggia, un giorno di mare, un’ora in volo. Le seguiamo alternando, ma siccome i tempi sono diversi, le cose inizialmente non tornano. Vediamo lo stesso personaggio in linee diverse e non capiamo come è finito lì. Poi piano piano le narrazioni si allineano sempre di più finché si sincronizzano e si esauriscono, e il ticchettio cessa.