Archivi categoria: romanzi e racconti

Romanzo: Il racconto dell’ancella, di Margaret Atwood

racconto-dell-ancellaNuova recensione per Gli Amanti dei libri. Questa volta parlo del romanzo Il racconto dell’ancella, di Margaret Atwood.

Una citazione dal libro:

La gonna rossa mi viene tirata su fino alla vita, non più su però. Lì sotto il Comandante sta fottendo. Ciò che sta fottendo è la parte inferiore del mio corpo.

 

Un estratto della mia recensione:

A sconvolgere, in questo romanzo, è la rapidità con cui il cambiamento sociale è avvenuto. Lo viviamo tramite i ricordi di Difred, che ci mostra come il passaggio da una società libera a una società fortemente controllata sia avvenuta in modo graduale ma rapido. Ma soprattutto accettato, come se tutti non aspettassero altro, come se l’essere assegnati a un ruolo predefinito fosse una sorta di liberazione dalle responsabilità individuale delle scelte di vita, delle decisioni da prendere. E questo vale per i mariti, che finalmente trovano legittimazione nel prendersi cura delle mogli, ormai prive di diritti, ma vale anche per le ancelle, per quanto scomodo sia, e per le Zie che educano le ancelle, le Marte che si occupano della casa, per i Custodi e per gli Occhi, e per tutti gli altri.

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Fumetto: La condanna del sangue, di Maurizio de Giovanni

1518686159185-le_stagioni_del_commissario_ricciardi__la_condanna_del_sangue____copertina_del_volume__in_libreria__fumetteria_e_sul_nostro_shop_dall_8_marzo_2018Nuova puntata per le storie del commissario Ricciardi a fumetti, tratte dai romanzi di Maurizio de Giovanni. Della prima ho parlato qui.

Questa seconda storia è più complessa della prima. Ho trovato la parte iniziale confusa: molti personaggi a cui vengono dedicate poche tavole. Ho la sensazione che qualcosa andava tagliato. Meglio la seconda parte, dove ci si concentra, finalmente, sulla storia principale.

Romanzo: Anime nel futuro, di Cory Doctorow

È uscita qualche giorno fa su Gli Amanti dei libri una mia recensione al romanzo Anime nel futuro, di Cory Doctorow.

Un estratto:

C’è la fantascienza, in particolare il cyberpunk con i suoi legami stretti con la gente comune e la strada e con le tecnologie digitali impolverate. E, chiaramente, con la sua lotta alle multinazionali e ai poteri superiori, che emerge quando si parla dei tentativi di censura: “I quattro cavalieri dell’infocalisse: pedo-pornografia, terrorismo, pirateria e magia. Ci diranno che ogni strumento di comunicazione che non possono intercettare, decriptare e spegnere è irresponsabile”.

Robot 80

9788825401967_robot_80Silvio Sosio (a cura di), Robot 80, 2017, Delos Books, Milano

Foto di gattini, grazie; di Naomi Kritzer. Cerchiamo di non lasciare troppa libertà alle IA. Questo racconto mi è piaciuto molto: divertente e inquietante, usa uno stratagemma non originale ma lo rende molto piacevole.

La rotta verso il margine del tempo; di Piero Schiavo Campo. Alieni, buchi neri e militari. I grandi temi classici proposti con intelligente innovazione e un po’ di humor.

I rossi girasoli di Proxima; di Paolo Aresi. La vecchiaia nel futuro, una storia quasi poetica di un’amicizia.

Giù, sui fondali; di Vittorio Catani. Esperimenti sottomarini, inganni ed ecologia.

Il buco in fronte; di Claudio Chillemi. Legittima difesa e sensi di colpa.

La grande guerra silente; di Stefano Carducci e Alessandro Fambrini. Non si finisce mai di esplorare un pianeta.

Banana Boat Song; di Paul Di Filippo. Il nome più prestigioso, perché internazionale, ha scritto il racconto che mi è piaciuto meno. Ho fatto fatica a capirlo. Intravvedo un sacco di riferimenti a cose che non capisco.

 

 

 

Fumetto: Il senso del dolore, di Maurizio de Giovanni

Screen Shot 2018-03-08 at 14.28.25Sergio Bonelli Editore ha pubblicato il primo di una serie di volumi a fumetti tratti dai romanzi di de Giovanni (che non ho letto). Si tratta de Il senso del dolore, in cui il commissario Ricciardi indaga sulla morte di un cantante d’opera.

Ho apprezzato la notevole ricostruzione della Napoli degli anni Trenta. Ho trovato azzeccata la scelta del colore di fondo: il commissario Ricciardi è una persona cupa, visto il suo dono, e vediamo il mondo con i suoi occhi.

Le pagine sono molto dense, ho immaginato per offrire al lettore la ricchezza visiva della realtà napoletana di quegli anni, ma non tutti hanno apprezzato.

In queste settimane dovrebbe uscire la seconda puntata.

Racconto: Un vecchio trucco, di Andrea Fazioli

Andrea Fazioli, scrittore e ideatore della Scuola Yanez, pubblica su Cooperazione una

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Fonte: http://www.cooperazione.ch/serienoir#tab_2

serie di racconti noir dove i protagonisti sono un ex commissario della polizia ticinese, Giorgio Robbiani, e Zaynab Hussain, la sua giovane badante tunisina. I due verranno coinvolti in indagini, ma nel primo racconto, intitolato Un vecchio trucco, i due personaggi vengono presentati al pubblico attraverso il loro primo incontro.

La scrittura di Andrea Fazioli è scorrevole. Il registro scelto è piuttosto colto, ma riesce a essere sempre comprensibile, forse perché le sue ambientazioni sono semplici, quotidiane, quasi banali. Lo stile è leggero ma hai sempre l’impressione che potrebbe, con poche parole, far virare la vicenda in modo drammatico o divertente.

Per quanto ne capisco io del genere, credo che Andrea sia un abile giallista, ma probabilmente i più appassionati troveranno un autore piuttosto classico.

La capacità che apprezzo di più – e che più emerge in questo primo racconto breve – è quella di mostrare dei piccoli ritratti di una realtà attuale e quotidiana. Senza intromettersi, senza giudicare, senza l’ambizione di spiegare chissà che. Con delicatezza, da vero osservatore e narratore, ci offre una situazione. Possiamo gustarci la storia, possiamo riflettere sulla situazione.

Dei romanzi di Andrea Fazioli ho già parlato: L’arte del fallimento, Il giudice e la rondine.

Romanzo: Il problema dei tre copri, di Liu Cixin

il-problema-dei-tre-corpi-liu-cixin-196x300Il sito letterario Gli Amanti dei libri pubblica una mia recensione su Il problema dei tre corpi, romanzo fantascientifico di Liu Cixin.
Ecco un estratto (inizio e fine):

Il problema dei tre corpi è stato pubblicato in Cina nel 2008. Tradotto in inglese nel 2014, ha vinto una travagliata edizione del premio Hugo nel 2015 ed è uscito in italiano a fine 2017.
È un romanzo lungo, in cui l’anima fantascientifica più hard, peraltro approfondita, lascia spazio a considerazioni sociali importanti, che vedremo sviluppate nei due seguiti.
(…)
Il problema dei tre corpi è un romanzo che ha avuto successo perché riesce a intrecciare alcuni dei temi della fantascienza classica con uno stile moderno, in alcuni tratti vicino al thriller, e li porta ad alimentare una riflessione sul genere umano che stimola ed è interessante non solo per l’appassionato di fantascienza.

Robot 79

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È uscito un anno fa (sono un po’ indietro con le letture). Ecco i miei commenti alla parte narrativa.

La figlia del fabbricante di slitte, di Alastair Reynolds. Il futuro immaginato da Reynolds per questo racconto non è dei migliori. Dev’esserci stata una guerra terribile che ha riportato la tecnologia indietro di secoli. L’uomo, invece, non è cambiato: predatore come al solito. Ci accompagna a scoprire questo mondo Kathrin, la figlia del fabbricante di slitte, caduto in disgrazia.

Estrazione, di Diego Lama. Un mistero da scoprire: che cosa si è fatto estrarre, Larry Bennet, dai ricordi? Un’indagine che ci porta a scoprire cose che era meglio dimenticare.

Il portatore di Dio, di Ilaria Tuti. Misteri e storie che si intrecciano in Vaticano. Un racconto breve dal ritmo rapido e serrato. Notevole la capacità di raccontare tante storie tutte insieme.

Ultima persona singolare, di Samuele Nava. Tanta abilità nel rendere originale e appassionante un tema tra i supersuperclassici della fantascienza.

Scafandro, di Manuel Piredda. Un altro mondo devastato, un ambiente alla Walking Dead in cui un uomo di muove grazie al suo scafandro.

Pechino pieghevole, di Hao Jinfang. Non mi capita spesso di leggere un’autrice cinese di fantascienza. In questo racconto viviamo una Pechino divisa in tre, dove una fetta di popolazione vive nel lusso, un’altra nella povertà e una sta in mezzo. Lo spazio e il tempo sono nettamente divisi: quando è il turno di una delle classi, le altre due dormono di un sonno artificiale e i loro spazi vengono piegati per far posto alla classe sveglia. Impossibile non pensare a qualche scena di Inception, ma le somiglianze finiscono lì. Seguiamo Lao Dao che dal Terzo Spazio si intrufola fin nel Primo Spazio per una missione in parte sua in parte no. Una scrittura particolare, che a volte pare ingenua, in realtà curata.

E ora affrontiamo altra letteratura cinese.

Silvio Sosio (a cura di), Robot 79, 2016, Delos Books, Milano

Romanzo: I guardiani, di Maurizio De Giovanni

Non ho mai letto nulla di De Giovanni, ma ne ho sentito parlare bene. Mi hanno regalato questo romanzo dicendomi “È una roba alla Asimov”.

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Dunque, romanzo. Prima di tutto, non direi che è un romanzo. È un inizio, una storia molto molto molto aperta. Non si conclude.

Asimov non c’entra nulla, direi più Dan Brown, con una spruzzata di fantascienza, peraltro un po’ vecchio stile per quanto si è visto. Che però non mi convince. Lo stile di De Giovanni, mi dicono, tende a essere criptico. Rivela molto poco. In questo libro, secondo me, troppo poco: non si capisce un gran che, nemmeno leggendo molte pagine. Una volta conclusa, nel complesso l’ho trovata una storia sconclusionata, in cui c’è tanto e ben confuso.

Ma ci sono degli aspetti positivi: i personaggi sono molto ben descritti e hanno decisamente potenziale. La città è praticamente un personaggio, data la sua importanza e la sua personalità. Chissà, forse i seguiti chiariranno degli aspetti che renderanno la storia interessante, ma per ora non ne sono soddisfatto.

Romanzo: La terza memoria, di Maico Morellini

cover-193x300Alla fine mi è piaciuto. No, ben prima che “alla fine”. Ma ho fatto fatica ad appassionarmi a questo romanzo. Fin dalle prime pagine ci troviamo accompagnati da numerosi personaggi che vagano in un Italia post-apocalittica che in parte riconosco e in parte no, e non capisco se è un problema. I personaggi sono impegnati in attività misteriose che richiedono strumenti sconosciuti. Ho fatto fatica a capire molte cose e non ricordavo perché La terza memoria, di Maico Morellini, mi aveva intrigato tanto da saltare parecchi volumi in coda di lettura.

Mi interessava leggerlo perché parla di un mondo dove la scrittura e la lettura sono proibite. Al di là di pochi eletti, nessuno può o sa leggere o scrivere. La ragione la si scopre presto: la scrittura dà un potere enorme sulle cose. Scrivere, nel modo giusto, significa governare la fisica e la chimica. Quindi, visto che mi occupo di comunicazione, voleva saperne di più.

Da questo punto di vista il romanzo mi ha deluso: non potrò usarlo a lezione perché il tema della scrittura è importante, ma non è trattato in modo realistico. Che va benissimo, in un romanzo. Meno a scuola.

Anche se ho fatto fatica, anche se non è proprio il mio genere (qui siamo in un mondo simil-medievale più fantasy che fantascienza), mi sono appassionato e mi è piaciuto. Ammiro la fantasia e la precisione dell’autore nel costruire un mondo estremamente complesso e nel proporci tanti personaggi che agiscono indipendentemente, costringendoci a seguire diverse vicende in parallelo. Il risvolto negativo è che è difficile appassionarsi a uno di loro, perché sono tanti e perché l’attenzione è ben distribuita tra tutti.

Urania fa bene a proporre romanzi italiani di questo livello. Trovarne!

Maico Morellini, La terza memoria, 2016, Urania 1630, Mondadori, Milano