Romanzo: 2119. La disfatta dei sapIens, di Sabina Guzzanti

Non so cosa mi aspettassi quando l’ho comprato, d’impulso, in libreria dove ero andato per altro. 

Un nome noto, una comica (che non mi piace molto), un’autrice di teatro, un personaggio da cui non ti aspetti fantascienza. Forse è questo che mi ha attirato. 

Iniziamo dalla fantascienza. Banale, poco originale, troppo esplicitamente politica a tutti i costi, anche dove non c’entra, anche dove sarebbe meglio lasciare più all’intuizione del lettore. La trama a volte scorre, a volte no, alcuni passaggi sono forzati, alcuni personaggi si comportano in modo illogico senza motivo. L’aspetto tecnologico è imbarazzante: un database rotto? Un sito con un segnale debole che non raggiunge tutti, manco fosse una stazione radio? Terminologia messa lì per far scena. 

Alla fine si arriva alla pace nel mondo, tutti d’accordo, tutti buoni, non c’è più traccia di conflitti. I dominatori del mondo, brutti e cattivi, sono sconfitti. 

È difficile pensare che Guzzanti non conosca tecniche narrative come la gestione del punto di vista e lo show don’t tell. Forse l’influenza del teatro, oppure la scelta di non comportarsi come una scrittrice che segue le regole. Ma le regole ci sono perché fanno funzionare un’opera, anche se non sono inviolabili, come in tutta l’arte. 

Qui no, non la fanno funzionare meglio. Confondono: i punti di vista sono spesso più d’uno nella stessa frase, non sempre del tutto corretta. X vede Y che pensa così. Chi pensa cosa? Il lettore, perlomeno io, ne esce disorientato, non capisce chi sta pensando cosa, salta da un personaggio all’altro, da una testa all’altra. Questo non consente di approfondire le psicologie che infatti sono abbozzate. I personaggi sono tanti ma non sono diversi tra loro, non hanno personalità. Solo di alcuni emerge qualcosina, ma è stereotipata, piatta, troppo poco per renderli interessanti. 

La scrittura è in generale povera. X si trova in un salotto elegante. Fammelo vedere, il salotto elegante, non dirmi che è elegante e basta. Com’è il divano, cosa c’è appeso alle pareti. Fammi immedesimare nel personaggio, non farmi assistere a te che descrivi il personaggio e mi dici tutto ciò che devo sapere. Lasciamo il gusto di scoprire qualcosa di mio.

Nonostante tutto la lettura scorre, soprattutto nella prima parte, alcune idee sono abbastanza interessanti. Peccato che muoiano lì, in un minestrone di banalità ultra semplificate. 

Sabina Guzzanti. 2119. La disfatta dei sapiens. HarperCollins, 2021

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