Romanzo: Doctor Reset, di Dario Neron

La lettura di Doctor Reset è merito di due persone: dell’autore Davide Staffiero (ho parlato del suo Il programma), che me l’ha consigliato, e della bravissima libraria Silvia, della libreria Taborelli di Bellinzona. Vendere libri è il suo lavoro, quindi che merito ha? Beh, mi sono presentato chiedendo Dottor qualcosa di Dario o forse Mario o forse Marco qualcosa (no, Marco me lo sarei ricordato), la casa editrice non la sapevo, ma lui è ticinese. E ha trovato il libro giusto, quindi è anche merito suo. 

Il romanzo. Dico subito che non mi è piaciuto moltissimo. Forse perché mi aspettavo un noir/thriller dal ritmo serrato, invece mi sono ritrovato un romanzo intimista, dove i pensieri del protagonista sono preponderanti rispetto alla trama. 

Il modo di scrivere è certamente interessante e curato. Il linguaggio è ricercato, frasi e periodi costruiti con cura, le metafore sono adeguate a un noir, quasi forzate, volutamente, per quell’aria un po’ autoironica che pervade tutto il testo. Qui e là si nota qualche regionalismo che mi pare stoni un po’. Il termine mantello per indicare un cappotto mi sembra sia tipicamente ticinese, per esempio. 

Lo spunto è fantascientifico: un metodo per cancellare parti della memoria di una persona, quelle parti che archiviano un evento, una storia d’amore o addirittura una persona. La trattazione vira più al noir. La trama in sé è abbastanza semplice. Non direi scontata, ma di certo non ti tiene incollato alle pagine per vedere come va a finire. È evidente che lo scopo non è quello. Gli eventi della trama sono scanditi dalla narrazione in prima persona, che si concentra soprattutto sui pensieri del protagonista, su cosa gli capita, o meglio su cosa pensa a proposito di ciò che gli capita. Un flusso di coscienza, si dice, come questo:  

La noia. Brutta bestai. Invade i nostri spazi, irrompe nel nostro esistere, nelle nostre case e si scava un tunnel attraverso la mente. Onnipresente e sempre pronta ad attaccare. Una nebbia calda fra il cervello e il cranio, sottile ma impenetrabile. Una sonnolenza densa davani agli occhi. Un susseguirsi di sbuffate, una più pesante dell’altra, che a farle in ascensore si rischierebbe di superare il limite di peso concessi. 

Il protagonista, Frank Doc, ultracinquantenne, sciupato, vive in una cella frigorifera, mangia e beve tanto e a scrocco. . È il perfetto protagonista di un noir, è esageratamente noir, così come gli altri personaggi, tutti assurdi, improbabili, forzati. Perfetti per questo romanzo. 

Il ritmo del romanzo è lento, soprattutto nella prima parte. I pensieri di Doc contaminano ogni pagina e non è sempre facile osservare il mondo dal suo punto di vista, sempre pessimistico – per finta, secondo me – e a volte confuso. 

Come detto, non mi è piaciuto moltissimo, ma è una questione di gusti. Mi ha comunque fatto piacere leggerlo: il romanzo è ben costruito, non per nulla ha vinto il premio InediTO nel 2016. L’autore è da tenere d’occhio. 

Dario Neron, Doctor Reset, Il camaleonte edizioni, 2017

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