La scuola che verrà

La scuola che verrà. Ne parlo da cittadino e da esperto di comunicazione, più che da insegnante. Che cosa secondo me non ha funzionato? Ai miei allievi insegno le teorie della diffusione delle innovazioni di Rogers, secondo cui aumentano le probabilità che un’innovazione venga adottata se il suo pubblico ne percepisce cinque attributi:

  • Vantaggio relativo: secondo Rogers, un’innovazione ha probabilità di essere adottata se se ne percepisce il vantaggio che se ne ricava. Nel caso de La scuola che verrà, sia il progetto sia la sua sperimentazione sono costose. Applicata a una scuola riconosciuta come valida, non si vede come La scuola che verrà possa portare un beneficio concreto. Non dico che non ci sia: dico che non è stato capito o comunicato appieno.
  • Compatibilità: un’innovazione, secondo Rogers, ha più probabilità di essere adottata se è compatibile con quanto esistente. La scuola che verrà modifica in modo importante l’esistente, che è un po’ come sostituirlo. Abbandonare l’esistente generalmente fa paura.
  • Limitata complessità: se l’innovazione è semplice (da capire, da usare), ci saranno più probabilità che venga adottata. Il progetto La scuola che verrà è complesso nella sua descrizione, nella sua sperimentazione e nella sua realizzazione. Probabilmente è inevitabile che sia così: quando si tocca una realtà complessa come quella scolastica non ci sono formulette facili. Ma la votazione è popolare, il popolo non ama le complessità.
  • Sperimentabilità: secondo Rogers, aumentano le probabilità di adottare un’innovazione se la possiamo sperimentare. Su questo si votava: sulla sperimentazione. Peraltro limitata nello spazio e nel tempo, con costi non indifferenti e sulla pelle di allievi innocenti.
  • Osservabilità dei risultati: in pedagogia e didattica è sempre difficile valutare l’impatto di un cambiamento o di un’innovazione. Le promesse di far valutare la sperimentazione non sono bastate. Probabilmente i non addetti ai lavori hanno ritenuto troppo vago e confuso il progetto di valutazione, gli addetti invece conoscono le complessità e sanno che è inevitabile, a questo stadio, non definire di più la valutazione.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.