Rete e relazioni

Ai miei allievi mostro il video di questo TED Talk: Stefana Broadbent, How the internet enables intimacy, TED Global 2009 (segnalato non so più da chi).

Stefana Broadbent, che si definisce una tech antropologist, ci fa notare che ognuno di noi ha una relazione stretta attraverso le tecnologie digitali con poche persone. Dalle quattro alle sette, a fronte delle decine di amicizie o contatti che stabiliamo sui social. Ma con queste poche persone desideriamo essere in contatto quasi costantemente.

Un tempo, sostiene Broadbent, si lavorava e si viveva nello stesso posto. Si lavoravano i campi accanto a casa, si lavorava nella bottega o nel laboratorio sotto casa, si abitava e si lavorava nel quartiere della propria corporazione.

Fu la rivoluzione industriale a separare nettamente il posto di lavoro e il luogo di si abita. Questo impedì di restare in contatto con i propri cari durante il lavoro. Si entrava in fabbrica e non si avevano contatti con i famigliari finché non ne si usciva. Si entrava in ufficio, nemmeno troppi anni fa, e non si comunicava con i cari fino a sera. Volendo si poteva: si poteva chiamare dal telefono dell’ufficio o andare in una cabina pubblica, ma richiedeva un certo impegno e si faceva solo quando davvero necessario. La scuola era (è) un modo per abituare i ragazzi a questa separazione lavoro VS. vita privata.

Oggi la rete e la possibilità di essere sempre online, anche dal posto di lavoro o di studio, ci consentono di tornare ai tempi in cui si era in costante contatto con i propri cari. Un messaggino, una chiamata veloce, un like su una foto, una chat sparsa nel tempo ci consentono di mantenere sempre aperto il canale di comunicazione, ci consentono di sentirci più vicini alle persone a cui vogliamo restare vicini. Chi lo impedisce (alcuni datori di lavoro) starebbero cercando di decidere come impiegare la nostra capacità di attenzione dietro la scusa della sicurezza informatica o dell’efficienza nel lavoro.

Se quest’ultima frase sembra un po’ forzata, il punto di vista di Broadbent è interessante e mi piace sottoporlo ai miei allievi. Quasi nessuno di loro conosce la sensazione di uscire di casa al mattino e di non aver la possibilità di sentirsi in contatto con qualcuno a casa per tutta la giornata.

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