L’ansia è il pedaggio per essere brave persone

Annamaria Testa ci spiega, in un articolo intitolato Ansia: perché ci prende, da dove viene, dove ci porta, tante cose sull’ansia.

L’ansia ha dei lati positivi:

  • stimola l’azione e la creatività
  • è “associata all’onestà, all’attenzione ai dettagli, all’essere fortemente motivati, alla ricerca dell’eccellenza e alla sensibilità ai bisogni altrui”.

Per questo conclude dicendo:

Come se l’ansia fosse quasi un pedaggio da pagare per essere persone capaci e, soprattutto, brave persone.

In generale, l’ansia è un sentimento molto diffuso perché viviamo una situazione di vulnerabilità continua (se non reale, percepita). È causata da: “insicurezza del lavoro, difficoltà di trovare una casa, instabilità dell’economia e del reddito individuale, fino ad arrivare al cambiamento climatico”. L’ansia peggiora quando perdiamo punti di riferimento, cioè le nostre “reti di solidarietà e di vicinato” si rompono e siamo/ci sentiamo isolati e soli.

È un sentimento irrazionale che “si può applicare a qualsiasi cosa: si può essere contemporaneamente ansiosi per le possibili conseguenze del riscaldamento globalee per un invito a cena con gente che non si conosce”. Ha dinamiche strane in cui l’insicurezza dovuta a eventi lontani e improbabili causa più ansia di eventi in cui siamo coinvolti direttamente:

(…) l’insicurezza (sul lavoro o la casa, per esempio) sia ancor peggiore, in termini di ansia generata, di una perdita reale.
A pensarci bene, la cosa ha un senso: se qualcosa di brutto capita effettivamente, ci si può attivare per reagire. Ma il permanente timore che qualcosa di brutto possa capitare è più difficile da gestire.

Le notizie viaggiano veloci, soprattutto quelle brutte, e raggiungono tutto il mondo. Quindi siamo bombardati continuamente da brutte notizie e questo ci rende ancora più insicuri.

Rimedi?

Annamaria Testa suggerisce di

  • trascurare, di tanto in tanto, il flusso di notizie
  • concentrarsi sugli aspetti positivi che la vita ci regala
  • coltivare le reti di sostegno composte da parenti e amici
  • prendersi cura di se stessi: “cibo, sonno, esercizio fisico”
  • “farsi una risata”.

Aggiornamento del 5 dicembre

Annamaria Testa ha pubblicato su Internazionale un’aggiunta al suo articolo (L’altra faccia dell’ansia), in cui parla degli effetti positivi dell’ansia (e di come, nella nostra società, sia ingiustamente demonizzata):

Le persone ansiose – lo dimostrano altre ricerche – hanno alcuni altri punti di forza: intercettano prima degli altri le menzogne e rilevano prima le minacce. Di fatto, dunque, l’ansia può avere una ulteriore funzione positiva: anticipa i problemi, si prepara ad affrontarli, impara dai propri errori.

Per questo, quando si lavora in gruppo, è sempre un vantaggio poter contare su qualche persona ansiosa. Ed è un vantaggio quando si viaggia insieme: il bagaglio di una persona ansiosa contiene sempre quello che di necessario (indumento, farmaco, coltellino svizzero…) qualcun altro ha dimenticato di portare.

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