Romanzo: Le cose semplici, di Luca Doninelli

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Fonte: sito Bombiani

Coordinate: ottocentotrentotto pagine, due mesi, circa 15 ore di lettura effettiva (a spanne leggo una pagina al minuto).

Giudizio: un romanzone, lungo, lento, a tratti un po’ noioso. Più che noioso, faticoso. Nel complesso un bel romanzo da gustare con calma.

Genere: fantascienza. Sottogenere: distopia / post-apocalittico. E c’è poco da discutere: siamo in un futuro prossimo, è il nostro mondo tra una ventina d’anni. Stati, multinazionali, strutture sociali, tutto è andato perso, abbandonato a sé stesso, nessuno si è più preso cura dei servizi che tengono in piedi la nostra società. Il risultato è una giungla urbana dove gruppetti di disperati tentano di sopravvivere ai violenti. Altrove qualcuno cerca di ricostruire una parvenza di civiltà attorno a un’università.

Descrizione. Non c’è azione, non c’è sesso (un pochino), c’è un racconto realistico di cosa potrebbe capitare. L’espediente narrativo è quello dei diari ritrovati. Con questa scusa dobbiamo perdonare all’autore Doninelli tutti i presunti difetti del libro perché nella finzione non è lui ad averli scritti. A scrivere è Dodò, il personaggio principale. Non ho letto altro di Doninelli, non so come sia la sua scrittura. Conosco solo questo stile: lo stile di Dodò. È prolisso, si lascia distrarre dai ricordi, è uno che scrive per sé, per disperazione, non rilegge quindi non taglia, non lima, si ripete. Peraltro lo dichiara: voglio scrivere per non dimenticare e lo fa, scrive tutto ciò che gli viene in mente. Incontra uno e parte la digressione sulla storia di questo tizio. Siccome, pur non conoscendo Doninelli, leggo che è un romanziere navigato, sono sicuro che sono scelte studiate, che lo stile è calibrato per rendere l’espediente verosimile. La gran mole di dettagli dà in effetti molto realismo a questa storia.

Punto negativo: il precipitare delle cose mi pare troppo forzato. Spoiler: la gente a un certo punto semplicemente non fa più il suo lavoro e abbandona tutto. Nel giro di poco tempo i servizi essenziali smettono di funzionare. Che la discesa verso il caos globale sia frutto di semplice trascuratezza mi sembra poco credibile.

Punto positivo: la speranza per il futuro viene dall’istruzione e dall’educazione.

Luca Doninelli, Le cose semplici, 2015, Bombiani, Milano

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