Film: Lei

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(attenzione, questo commento contiene spoiler, non leggerlo se non hai mai visto il film e non vuoi rovinarti la visione)

Desideravo molto vedere questo film. Ehi, un film di fantascienza seria non sparaspara di cui parlano tutti; non capita tutti i giorni. E così l’ho visto.

Lo spunto è fantascientifico. Esistono sistemi software tanto evoluti da sembrare esseri umani e provare emozioni e ribellarsi all’uomo. Non è uno spunto molto originale e di solito finisce a sparaspara. Inserirlo in una storia d’amore, questo sì, è piuttosto originale.

L’inizio del film non è male. La storia è decisamente centrata sui protagonisti; Theodore, un tizio un po’ triste anche se ha un lavoro interessante in cui è bravo, e Samantha, il software, il sistema operativo, di cui sentiamo soltanto la voce (un po’ fastidioso quel suo voler essere umana e non meccanica nel doppiaggio italiano). Il resto del mondo resta confinato nella bella fotografia, che assomiglia però a tante cose che ho già visto (leggo in giro Terrence Malick – e infatti Christian Raimo su ilPost.it dice: smarmella con scene con luce malickiana di ricordo in cui ci si butta i cuscini in faccia, oppure ci si infila dei coni stradali in testa, ma io credo di aver visto roba simile anche altrove, tipo Fino alla fine del mondo?).

Poi finisce qui. Il film si attorciglia sulla storia d’amore che non può che finire male. Il tema fantascientifico viene abbandonato, nonostante ci siano tante strade interessanti da percorrere, sul dare una fisicità al software, sul senso dell’esclusività di un rapporto sentimentale, su quanto un sistema può opporsi alla sua funzione (continuerà a leggergli le email anche se hanno litigato?).

È così strano che un uomo si innamori di un software? No, e lo spiega bene Luca Morandi su Fantascienza.com:

Non c’è niente di strano in un essere umano che si innamora di un software intelligente. Milioni di persone, a causa della natura umana, si affezionano da sempre ad esseri non appartenenti alla loro specie: il loro cane, il loro gatto, persino il loro canarino. Attribuiscono emozioni umane a chi non le possiede, nonostante generazioni di etologi smentiscano le loro convinzioni, e parecchi di noi finiscono con l’instaurare legami emotivi persino con oggetti inanimati: conoscevo persone che avevano dato un nome alla loro auto o alla loro moto, o che conservavano gelosamente indumenti, diari, fotografie, pupazzi. Che non avrebbero mai abbandonato la casa in cui avevano vissuto per tanto tempo.
È una peculiarità della nostra specie: ci innamoriamo di chi e di quello che ci pare, senza dar troppo retta alla logica.

È così strano che un software si innamori? Questo sì che è strano, ma è un film, a differenza di Morandi lo accetto.

Conclusione? Il cinema si dimostra spesso incapace di rendere la profondità che si trova nella fantascienza letteraria, accontentandosi di sparaspara o robe sentimentali contorte.

Lei (Her), 2013, di Spike Jonze, con Joaquin Phoenix

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3 pensieri riguardo “Film: Lei”

      1. Se ti va, poi fammi sapere come l’hai trovato. Se invece non dovessi più sentirti, per me avertelo fatto scoprire è già una grande soddisfazione. Grazie per la risposta! 🙂

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