Romanzo: Gozzo Unterlachen poeta maledetto, di R. M. Malafantucci

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Non si può paragonare alcun testo alla Divina Commedia. Non si fa. Punto.

Perché la Divina Commedia è la madre dell’italiano. Perché è antica. Perché ci porta a incontrare il Creatore senza dover affrontare la morte. La Divina Commedia è il secondo libro più diffuso nelle case degli italiani (io ne avrò una decina di edizioni, ma è una storia lunga). La Divina Commedia è la bibbia for dummies.

Eppure io lo farò perché tra la Divina Commedia e Gozzo Unterlachen poeta maledetto (vincitore del Premio Odissea) i parallelismi sono tanti. Prima di tutto, il fatto di essere una commedia. Come ogni commedia italiana, la Divina Commedia è un po’ amarognola: fa ridere, ma fa riflettere. Le avventure di Gozzo Unterlachen sono – anche – divertenti, ma fanno risplendere le ombre della società in cui vive, che sono le stesse ombre che risplendono nel nostro mondo. Se le ombre potessero risplendere, beninteso.

Ed è pure divino, questo racconto della vita di Gozzo. Affronta il misticismo del dio Palamidone dando a Gozzo la guida dal suo Virgilio, rimodernato in Ivo Maligno. I due escono dall’inferno di una Milano dominata dal traffico e dall’inquinamento, dalle generazioni di tranvieri e dagli omini dei lavori stradali. La ricerca della sua maledizione (è maledetto mica per dire) lo porta nell’inferno della periferia, dove regna il Grande Expo, fino all’inferno della città dei morti di Vigevano. Quindi di inferno in inferno, mentre il più fortunato Alighieri saliva verso il Paradiso. Il ritorno alla normalità di Gozzo dipende da una grande battaglia, nell’inferno della Milano burocratica. Gozzo vincerà, ma la maledizione resterà in agguato.

Due storie distanti nel tempo, quella della Divina Commedia e quella di Gozzo Unterlachen poeta maledetto, due racconti apparentemente diversi tra loro. Eppure simili, e se Dante avesse parlato di angurie e di alci, la somiglianza sarebbe ancor più evidente.

Poi, in entrambi i casi, il protagonista è un poeta.

Poeta? Giudicate voi stessi leggendo questa opera di Gozzo Unterlachen:

Sotto la coltre oscura
della padan pianura
crescon proibiti frutti
a pallini verdi, e brutti;
e l’incauto viandante
che sosta sotto le piante
per tal infausta visione
smarrisce la ragione.

(manco la metrica, Gozzo,…)

 

Rainer Maria Malafantucci, Gozzo Unterlachen poeta maledetto, DelosBooks, 2015

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