Racconto: Il giorno che il mondo si mise a testa in giù, di Thomas Olde Heuvelt

heuvelt.jpgAlcuni romanzi e racconti hanno un taglio decisamente cinematografico. Trama, punti di vista, intreccio, sequenze e scene sembrano pensate per il cinema. O per una serie tv. La contaminazione tra i media esiste da molti anni ed è, secondo me, positiva.

Quindi mi è già successo di leggere un libro e avere la sensazione di vedere un film.

Non mi era mai successo, invece, di leggere un racconto e avere la sensazione di vedere un cartone animato. È quello che mi è capitato leggendo Il giorno che il mondo si mise a testa in giù, vincitore del premio Hugo nel 2015 e pubblicato sull’ultimo Robot.

Un racconto di fantascienza con poca scienza, ma che ha le premesse della fantascienza più pura: cosa succederebbe se?

Il racconto si sviluppa in parte come una favola, saltando da episodi di cinismo realista e personaggi ed eventi fiabeschi, al limite del surreale, in cui la storia di fondo è la triste fine di una complicata relazione sentimentale.

Il racconto ha una macro struttura in seconda persona singolare, che offre un punto di vista particolare, ma per lunghi brani questa è accantonata, con delicatezza e senza incoerenze, introducendo delle piacevoli variazioni nel ritmo.

Il racconto è disponibile, in inglese sul sito Lightspeed Magazine: The Day the World Turned Upside Down.

Thomas Olde Heuvelt è uno scrittore olandese piuttosto giovane, già nominato allo Hugo e autore di alcuni romanzi di fantascienza per ora inediti in italiano.

Thomas Olde Heuvelt, Il giorno che il mondo si mise a testa in giùRobot 76, Delos Books, Milano, 2015

 

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