La gestione della reputazione è più complicata di quanto ci si aspetta

In un articolo de Il Sole 24 Ore il successo e la caduta di McDonald’s in Giappone.

Una storia che passa attraverso la capacità di comprendere la cultura locale e di gestire una crisi di reputazione.

Ecco un estratto dell’articolo:

A fine luglio è emerso che un fornitore cinese della società (Husi Food Group) aveva inviato alimenti scaduti e gestito in modo improprio la carne di pollo utilizzata per i Chicken McNuggets e altri prodotti. In un Paese come il Giappone, molto sensibile al problema della qualità e della sicurezza dei cibi, per McDonald’s le conseguenze sono state pesanti, anche se la società ha fatto subito sapere di aver troncato i rapporti con i fornitori cinesi di carne di pollo e di essersi rivolta a fornitori alternativi in Thailandia. Ma la reazione della responsabile di McDonald’s Japan, la canadese Sarah Casanova, è apparsa a molti disastrosa: non si è scusata pubblicamente subito, ma nella conferenza stampa di bilancio ha sottolineato, rispondendo a una domanda, che la sua società è stata vittima della vicenda. Un passo falso culturale enorme: la cultura aziendale (e anche quella generale) nipponica prevede l’assunzione pubblica di responsabilità senza cercare di scaricare su altri le colpe.

L’articolo è disponibile sul sito de Il Sole 24 Ore: McDonald’s Japan: dal successo strepitoso alla crisi. Tutto per non aver saputo chiedere scusa – Food24.

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